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Nasce con questo libretto la nuova collana dedicata alla poesia per le edizioni LYRIKS. Un omaggio a Lorenzo Calogero e alla sua musicalissima opera in occasione dei centodieci anni dalla nascita.
La silloge, in 110 copie numerate, si apre con sette poesie che scandiscono l’evoluzione dell’originale sistema poetico calogeriano, dai componimenti giovanili fino alla piena maturità. Le prime sei poesie sono eponime, mentre la settima e ultima opera è rappresentata dalla suggestiva lirica XXVII, contenuta nei Quaderni di Villa Nuccia. Il titolo di quest’ultima lo dà l’editore Roberto Lerici dopo la morte del Poeta.
Si aggiungono il poemetto giovanile Viaggi sotterranei, tratto da Parole del tempo del 1932-35 e la poesia CCXCIX, trascritta dalla nipote del Poeta, Lucia Calogero, dal gruppo dei quaderni inediti del 1957. Conclude la raccolta l’estratto dalla lettera in forma di saggio inviata a Vittorio Sereni il 25 ottobre 1960, qui riportata in un passo intitolato «Città fantastica» dove il Poeta teorizza la sua visione anticipata 25 anni prima in Viaggi sotterranei. Sono dieci preziosi frammenti, essenza distillata dello straordinario corpus poetico calogeriano.
Questa breve antologia accoglie altri contributi realizzati per l’occasione: l’opera Musica di stelle per Lorenzo Calogero del pittore Cesare Berlingeri; Perché un primo incontro con il verso di Calogero può essere incantevole del poeta e traduttore John Taylor ed Estasi e rapimenti loquaci dell’attore Roberto Herlitzka.
La raccolta contiene i testi utilizzati per l’adattamento drammaturgico dell’opera videoteatrale Città fantastica, il lungo canto di Lorenzo Calogero interpretata da Roberto Herlitzka, con la partecipazione di Lydia Mancinelli, allestimento, video e regia di Nino Cannatà, andata in scena al Teatro Belli di Roma in prima assoluta il 16 novembre 2011. Si concludeva così il “Progetto Calogero”* promosso dall’Associazione culturale Villanuccia per le celebrazioni dell’anno calogeriano 2010/2011 (100 anni dalla nascita e 50 anni dalla morte).
Oggi quell’eredità viene raccolta da LYRIKS: nascono questo originale libretto e il nuovo sito web www.lorenzocalogero.it.
* Il Progetto Calogero ha ricevuto l’adesione e una medaglia di riconoscimento dal Presidente della Repubblica Italiana, il patrocinio di Roma Capitale e dell’Università L.U.M.S.A. di Roma, il sostegno della Regione Calabria assessorato alla Cultura e del Comune di Melicuccà.
]]>La poesia è sempre viva, nasce dal pensiero, si manifesta con la voce, ha bisogno di farsi ascoltare. La poesia è teatro dell’immaginazione, si muove nel labirinto della fantasia, attraversa il fitto bosco dei versi, alla ricerca della “Città fantastica”, che trova forse nella radura; varca le sue mura, entra finalmente nella metafora mitica del labirinto, luogo misterioso, arcano, dai percorsi molteplici, di fenditure che si affacciano su vedute sorprendenti, di echi. È lo spettacolo dello svelamento, degli innumerevoli orizzonti che la parola poetica cela in sé divenendo il cuore di un “ulteriore processo generativo”, che si sdoppia e prolifera per mostrare le sue originarie dimensioni: il suono e l’immagine. È l’arabesco poetico, musicalissimo, di Lorenzo Calogero.

In seguito alla prima edizione di “Versi Elementari” del poeta Sante Notarnicola per le edizioni LYRIKS, uscita in 100 copie numerate il 15 dicembre 2020 in occasione del suo 82° compleanno, esce il 25 aprile, nella collana POIESIS/Essenza del Poeta, la seconda edizione, dopo la recente scomparsa dell’autore.
La presentazione a Bologna nel corso della manifestazione “Il 25 aprile al Pratello con Sante” a partire dalle ore 15:00 del prossimo 25 aprile 2021 in via del Pratello.
Il pregevole libretto a cura di Nino Cannatà è caratterizzato da un’elegante veste grafica che accoglie le poesie inedite “Il volo di Chiara” e “Natura” (contenute in un quaderno manoscritto degli anni ’80 insieme al titolo “Versi elementari” riportato sul frontespizio), oltre a poesie e frammenti in prosa, dalla sua nutrita produzione, cui si aggiungono una storica lettera di Primo Levi e due contributi speciali, realizzati per l’occasione da Valerio Evangelisti e Ascanio Celestini.
La raccolta accoglie, inoltre, alcune preziose immagini delle opere di Marco Perroni, in arte Rufoism, e una nota biografica aggiornata.
“La libertà, capite?”: molto più di una semplice domanda o di un’esortazione quella che Sante Notarnicola rivolge al lettore nella citazione in esergo (tratta dal titolo dell’edizione bilingue di “Liberty, understand?” tradotta da Jack Hirschman nel 2002 negli USA). La risposta, se così si può dire, la fornisce lo stesso autore e si trova nella raccolta. Qui si snodano i temi principali dei suoi scritti, che prendono le mosse dalla sua esperienza di vita ma sono anche, come scrive Erri De Luca nella prefazione a “L’evasione impossibile” (Odradek, 2005), specchio del tempo e “documento di storia”, in grado di illuminare “dall’interno” gli anni tormentati e difficili che dal secondo dopoguerra, quando è ancora un bambino, portano l’autore ad anticipare il ’68 nel cuore delle lotte operaie fino all’esito tragico della lotta armata e del carcere.
Sante trascorre per oltre un ventennio gran parte della detenzione nelle sezioni di massima sicurezza. Anni durissimi ma fecondi, dedicati allo studio, alla lettura e alla lotta per i diritti dei detenuti. E proprio in carcere matura anche la sua vocazione di poeta e scrittore: “…è da questa esperienza che bisogna partire per capire il senso della sua poesia, una poesia nutrita di storia, di umanità, di sentimenti, più che di parole.” Storia volutamente rimossa e quasi sempre narrata da un unico punto di vista che copre, grosso modo, la seconda metà del 20° secolo. “Un trauma non sufficientemente elaborato nell’inconscio nazionale. – scrive Daniele Orlandi nella prefazione a “L’anima e il muro” – Siamo di fronte a «un rimosso sociale tra i più coriacei della storia recente», un periodo che appare instoricizzabile a causa di emozioni fisse agli anni dello scontro”. Questo “rimosso” è descritto, evocato e narrato sia in forma poetica che in prosa da Notarnicola “con parole che ci servono per davvero. Quelle che andiamo a cercare con urgenza. Non intercambiabili con altre parole”, come sottolinea Ascanio Celestini nel suo contributo. Parole in cui la sofferenza apre squarci poetici di grande lirismo. Valerio Evangelisti ricorda, invece: “Forza, delicatezza, umanità, coerenza personale e politica. Le poesie di Sante Notarnicola sono uniche perché riflettono fedelmente la personalità dell’autore, fatta di sensibilità e coraggio”.
Primo Levi nella sua lettera all’autore contenuta nel libretto scrive: “…le tue poesie (alcune, come sai, le conoscevo già) sono belle, quasi tutte; alcune bellissime, altre strazianti. Mi sembra che, nel loro insieme, costituiscano una specie di teorema, e ne siano anzi la dimostrazione: cioè, che è poeta solo chi ha sofferto o soffre, e che perciò la poesia costa cara. L’altra, quella non sofferta, di cui ho piene le tasche, è gratis.”
Poesia come sostanza di elementi naturali che non si possono scomporre e sono indivisibili, semplici, veri, essenziali. Poesia come necessaria azione di resistenza. Una testimonianza profonda di verità come solo i poeti sanno fare.
Dal 2000 Sante Notarnicola era un uomo libero e continuava a coltivare il suo sogno di poesia occupandosi, sempre con grande impegno, di progetti solidali e culturali rivolti ai più giovani. È scomparso il 22 marzo di quest’anno lasciando un importante esempio di coerenza e umanità.
Questi “Versi elementari” per le edizioni LYRIKS rappresentano l’essenza del poeta e della storia di un uomo che con la sua vita ha incarnato le speranze di giustizia sociale e fraternità che hanno animato e che continueranno ad animare intere generazioni.
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altissimi
guardiamo i gabbiani che volano.

Pandæmonium, cronache poetiche dall’isolamento è una pregiata raccolta con 10 nuove poesie di Daniel Cundari scritte a Barcellona durante il recente isolamento per il lockdown e nate da suggestioni ispirate dalla storia della musica e da una profonda e attuale riflessione, come solo i poeti possono fare.
Libri fuori dal tempo e dallo spazio, in cui suono e immagine si mescolano per ritrovare la propria dimensione originaria. Per questo motivo, lo spirito di Pandæmonium sarà arricchito dalla presenza di un bozzetto originale di Edoardo Tresoldi, lo scultore e scenografo italiano noto in tutto il mondo per le sue installazioni in rete metallica. Bozzetto preparatorio per l’installazione dal titolo “Opera” allestita in forma permanente sul lungomare di Reggio Calabria lo scorso 13 settembre 2020.
La raccolta poetica di Cundari è seguita da un apparato critico con contributi importanti a cura della poetessa cubana Giselle Lucía, del maestro del racconto breve spagnolo Ginés Cutillas e dell’antropologo Mauro Francesco Minervino.
Daniel Cundari poeta e performer plurilingue molto apprezzato all’estero, già Premio Lerici Pea e Genil de Literatura, si è esibito in vari Paesi del mondo, dalla Cina alla Serbia, dal Messico alla Slovacchia, dal Cile a Cuba, dalla Spagna alla Francia.
Il termine inglese PANDÆMONIUM (tutti i demoni) fu creato nel 1600 dal poeta inglese John Milton che, parafrasando il greco Pantheon (tutti gli dèi), lo utilizzò nel primo libro del Paradiso perduto.
Ed è sempre John Milton nella citazione in esergo a ricordarci che:
La Bellezza è la moneta della Natura, non bisogna accumularla ma farla circolare.
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È uscita per le edizioni LYRIKS la nuova raccolta “Transizioni” del poeta, critico e traduttore americano John Taylor
La collana POIESIS/Essenza del Poeta si arricchisce del quarto libretto bilingue con testo inglese a fronte
Dopo l’esordio della collana POIESIS/Essenza del Poeta con una suggestiva raccolta di poesie di Lorenzo Calogero dal titolo Città fantastica a cura di Nino Cannatà, questo quarto numero appena uscito, che accoglie la raccolta poetica Transizioni, è dedicato al poeta americano John Taylor.
Si tratta di un pregevole libretto bilingue, con testo in inglese a fronte, tradotto da Marco Morello, che contiene due sequenze poetiche inedite, Il taccuino ateniese / The Athenian Notebook e Il mare a Sète / The Sea at Sète. Nel libro sono inclusi due contributi speciali, “Le infinite transizioni nella trama del cosmo” di Franca Mancinelli e “Lo splendore dell’attimo” di Tommaso Di Dio, che offrono punti di vista originali sulla poetica di Taylor. La raccolta accoglie, inoltre, preziose immagini delle opere dell’artista greco Alekos Fassianos che, dopo aver letto le due sequenze, ha scelto tre dipinti per illustrare questo libro.
Nato nel 1952 a Des Moines (Stati Uniti), lo scrittore americano John Taylor vive in Europa dal 1975, prima in Germania, poi in Grecia, e dal 1977 in Francia. Sebbene la sua scrittura sia segnata dall’infanzia nel Middle West americano, i suoi libri mostrano anche la profonda influenza dei suoi anni in Europa e del lungo impegno con la letteratura europea. In effetti, come traduttore e critico letterario, Taylor è dagli anni ‘80 uno dei ponti tra l’Europa continentale e i paesi anglofoni. Ha tradotto importanti poeti francesi, svizzeri, greci e italiani, tra cui Lorenzo Calogero in un’importante edizione bilingue, che ha ricevuto nel 2013 il Premio Raiziss-De Palchi dall’Accademia dei Poeti Americani di New York.
È autore di numerose opere di racconti, di prose brevi e di poesie, tra cui The Dark Brightness (2017), Grassy Stairways (2017), Remembrance of Water & Twenty-Five Trees (2018), oltre a un “doppio volume”, nel quale sono contenuti un suo libro ed uno del poeta svizzero Pierre Chappuis: A Notebook of Clouds & A Notebook of Ridges (2018). I suoi scritti sono stati tradotti in diverse lingue e quattro dei suoi libri, tradotti da Marco Morello, sono apparsi in Italia: Gli Arazzi dell’Apocalisse (Hebenon, 2007), Se cade la notte (Joker, 2014), L’oscuro splendore (Mimesis, collana Hebenon, 2018) e Oblò (Pietre Vive Editore, 2019).
La sua poesia recente si distingue per i modi sottili in cui evoca misteri esistenziali e dilemmi filosofici. Queste due “sequenze mediterranee”, pubblicate da LYRIKS con il titolo Transizioni, sono particolarmente significative nell’opera di Taylor, in quanto evocano momenti decisivi in cui un essere umano si trova di fronte a evoluzioni inevitabili e si interroga alle soglie del mondo materiale. Il mare a Sète propone una serie di meditazioni in versi, mentre il poeta si trova all’alba in riva al mare nel sud della Francia e ha come sfondo gli elementi della natura che sempre si mescolano e si trasformano. Ricorda un momento in cui “molto tempo fa / su una spiaggia di questo stesso mare / la tua vita cambiò”. Quell’evento ha avuto luogo in Grecia, nel luglio 1976. Decenni dopo, nel maggio 2019, vi farà ritorno. Lì, ad Atene, riempirà un taccuino di brevi versi frammentari: ogni testo rappresenta un momento cruciale di cambiamento o di comprensione di sé, nel quale, come scrive Franca Mancinelli: “L’oltranza percettiva si fa continua interrogazione esistenziale e filosofica, mossa da una tensione verso l’origine così forte che ogni immagine, ogni minimo accadimento sulla terra, non può che essere percepito come una delle infinite transizioni nella trama del cosmo”.
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con documenti fotografici e lettere autografe di: Marcel Proust, Gabriele D’Annunzio, Stéphane Mallarmé, André Gide, Maurice Denis.
Edizione bilingue
cura, commenti e traduzione di
ANNE-CHRISTINE FAITROP-PORTA
Il viaggio di André Maurel è la dovuta riscoperta di un ammiratore dell’Italia, l’originale e profondo omaggio alla Calabria di un amante della Magna Grecia e la rivelazione della fraternità che conciliandone età, condizioni e fedi, salva gli uomini dalla solitudine e li unisce in una comunanza salvatrice.
Ce voyage d’André Maurel constitue la redécouverte d’un admirateur de l’Italie, l’hommage d’une profonde originalité que rend à la Calabre cet admirateur de la Grande Grèce et la révélation de la fraternité qui, au-delà des différences d’âge, de condition ou de foi, sauve les hommes de la solitude et les unit en une communauté d’énergie vitale.
La nuova collana di prosa ITER si apre con un’edizione bilingue che riscopre il viaggiatore francese André Maurel (Parigi 1863 -1943, saggista e narratore) ingiustamente caduto nell’oblio in Francia quanto in Italia. In questo viaggio nei primi del ‘900, la Calabria, nonostante qualche difficoltà iniziale, porta lo scrittore e il suo lettore ad una vera e propria rivelazione.
Un autore che offre spunti ancora oggi molto interessanti, con la sua corposa opera sull’Italia, trattato con scrupolosa cura dalla prof.ssa Anne-Christine Faitrop-Porta che con esperienza di ricercatrice, ha riportato alla luce diversi documenti (alcuni inediti in Italia, altri dati per dispersi) i quali testimoniano i numerosi rapporti di Maurel con gli intellettuali e gli artisti dell’epoca tra cui Marcel Proust, Gabriele D’Annunzio, Stéphane Mallarmé, André Gide, Maurice Barrès, Octave Mirbeau, Maurice Denis.
Durante la ricerca presso la famiglia Maurel a Parigi sono emerse numerose fotografie, ritratti e un busto in bronzo che vanno a impreziosire il libro con una galleria d’immagini d’epoca.
In Un viaggiatore francese in Calabria, titolo scelto dalla curatrice, i due capitoli presentati sono i primi in André Maurel, Petites Villes d’Italie, Calabre – Sicile, vol. IV, Paris, Hachette, 1911.
Je dois tout d’abord dire que ce livre en lui-même me plaît beaucoup. Le format et le papier sont du plus bel effet. Ils dénotent une modernité certaine, tout en se positionnant dans une sphère de culture littéraire. C’est vraiment un plaisir que de le toucher et de le feuilleter. J’ai beaucoup apprécié également le travail d’éclairage des textes. Ces recherches replacent l’œuvre d’André Maurel dans son contexte et lui donnent un relief fort intéressant.
Quelques traits, comme la réaction déclarée à Cosenza, sont probablement dus à une certaine rigueur dans les mœurs de cette époque. Michel, le fils d’André, mon grand-père, blessé pendant la première guerre, est disparu trop tôt pour que je puisse l’interroger, mais il semble qu’il avait hérité de son père un sens profond du devoir.
C’est toute une époque qui se dégage de ce livre et d’une grande richesse intellectuelle. Un beau début pour cette nouvelle collection sur les voyages. Elle promet de nous apporter beaucoup sur notre passé, tout en visant à notre avenir.
Du fond du cœur je remercie la curatrice et l’éditeur pour toute cette passion qui les a guidés dans la redécouverte de mon arrière-grand-père, André Maurel.
Florence Vedrenne, arrière-petite-fille d’André MaurelDevo dire per prima cosa che il volume in sé mi piace tanto. Di bellissimo effetto il formato e la carta. E di grande modernità pur ispirati ad un ambito di cultura letteraria. Risulta un piacere prenderlo in mano e sfogliarlo. Ho apprezzato molto anche lo studio che mette nella giusta luce i testi. Quelle ricerche collocano Maurel nel suo contesto e gli conferiscono un rilievo di grande spessore.
Alcuni tratti, come la reazione dichiarata a Cosenza, sono dovuti probabilmente a certa rigidità nei costumi dell’epoca. Michel, figlio di André, mio nonno, ferito durante la prima guerra, è scomparso troppo presto perché lo potessi interrogare, ma pare che avesse ereditato dal padre un senso profondo del dovere.
Si delinea in questo libro un’intera epoca e di grande vivacità intellettuale. Un bell’inizio per la nuova collana di viaggi che promette di rivelarci molto del passato, pur mirando al nostro futuro.
Con tutto il cuore ringrazio la curatrice e l’editore per l’intensa passione che li ha guidati in questa riscoperta di André Maurel, mio bisnonno.
Florence Vedrenne, pronipote di André Maurel
La lecture de ce livre donne le goût du départ vers cette Italie qui reste mon pays de cœur. Le choix des textes est parfait et ils font revivre le regard particulier des voyageurs d’autrefois, très intéressant. À lire André Maurel on a évidemment envie de connaître Paola. J’ai adoré la description du repas.
Ces réflexions s’inspirent du passé, mais ce qui ressort c’est le plaisir du voyageur de découvrir sans fin l’Italie et ses richesses. L’introduction est très bien menée et elle est empreinte de cette passion que l’on découvre dans l’écriture de Maurel. Le travail d’édition est très bien fait, le format est plaisant et très agréable à tenir en main, les photos sont très intéressantes.
Voilà un joli ouvrage de voyage.
Paule Amblard, historienne de l’art, habite la demeure d’André Maurel à ParisLa lettura di questo libro dà il gusto della partenza verso quell’Italia che è il paese del cuore. Perfetta la scelta dei testi che fanno rivivere le visuali tanto interessanti dei viaggiatori dei tempi passati. Letto André Maurel viene voglia ovviamente di conoscere Paola. E mi è piaciuta moltissimo la descrizione della cena.
Quei pensieri pur lontani nel tempo esprimono il piacere sempre rinnovato del viaggiatore nello scoprire l’Italia e le sue ricchezze. L’introduzione guida il lettore ed è ispirata a quella stessa passione che ci fa scoprire nelle pagine di Maurel. Molto accurato il lavoro editoriale, gradevole il formato che si prende in mano con vero piacere, particolarmente interessanti le fotografie.
Ecco un libro di viaggio pieno di grazia.
Paule Amblard, storica dell’arte, abita la casa di André Maurel a Parigi
È arrivato, gentile amica, il suo Maurel fa un bel vedere sul nostro tavolo. Insieme a Graziella mi rallegro con lei e mi complimento con l’editore. Una bella sorpresa dopo l’altra: il personaggio e la rete dei suoi corrispondenti; la dedizione con cui è presentato e commentato; la veste editoriale, insolita e nella sua squisitezza quanto mai congeniale alle figure coinvolte e alla materia.
Paolo Procaccioli, Università della Tuscia e Graziella Pulce di “Alias”
Carissima Anne Christine, ho letto con molta curiosità e piacere il tuo libro su André Maurel, autore che assolutamente non conoscevo e che tu hai riportato alla luce con le tue ricerche e traduzioni. Bello ripercorrere i suoi viaggi avventurosi nel nostro Meridione, pieni di difficoltà ma anche di incontri, umanità e … belle, sensuali calabresi. Bello respirare la letteratura di cui sono intrisi questi viaggi, questo anelito alla Sicilia, questa “curiositas” che è alla base di ogni conoscenza e vera cultura. Grazie della tua preziosa riscoperta. La Calabria è nel cuore di tutti noi, come sai, sia per le nostre letture ed il nostro amato Corrado Alvaro, sia per la sua storia che è la nostra storia. “Paese delle leggende cruente” è detta nelle prime pagine”, “non offre nulla al dilettante d’arte” ma alla fine del “viaggio” così non è…
Preziosa la tua ricerca e traduzione. Accurate le note. Un gioiellino il tuo libro.
Daniela Zanarini, Vice Presidente dell’Associazione “Corrado Alvaro-Libero Bigiaretti” proprietaria della casa di Vallerano che fu di Alvaro, poi di Bigiaretti
Ho terminato la piacevole lettura del suo libro “Un viaggiatore francese in Calabria” e condivido con Lei le mie considerazioni. Facendo un confronto con la testimonianza di viaggio di Bazin, nell’Italia del Sud, ho notato in André Maurel un approccio diverso al mondo del meridione. L’approccio di Maurel è di tipo intimista, guidato dal suo sentire. La sua sincerità mette in evidenza sia aspetti positivi che negativi. Molto veritiera la descrizione, o meglio il quadro che dà della donna calabrese/la popolana calabrese: una donna bella, altera, statuaria, che comunica forza e carattere. Non per nulla ricordo le tante canzoni popolari dedicate alla figura della “Calabrisella”. Mi è piaciuto, ancor di più, il suo incontro con i seminaristi del Monastero di San Francesco di Paola: una scena di vita che riporta alla purezza della vita monastica, oggi dimenticata. L’esuberanza, la fanciullezza dei giovani seminaristi unitamente al loro entusiasmo religioso è stato contagioso anche per me. Termino con una ouverture: la scoperta dello scrittore Paul-Louis Courier. Per concludere posso dire che quest’opera è stata un completamento della visione da parte di visitatori francesi delle nostre terre del Sud.
Rosa Anna Bracco, docente di Lingua e Letteratura Francese e membro dell’Alliance Française di Caltanissetta
]]>Qui connaît aujourd’hui André Maurel ? Auteur d’une œuvre abondante, principalement consacrée à l’Italie, il fut en relation avec Mallarmé, D’Annunzio, Barrès et Proust, lecteur attentif de ses livres et de ses articles, et il cultivait la mémoire de Paul-Louis Courier et d’Ernest Renan qu’il appréciait particulièrement.. Disparu peu à peu de la scène littéraire, il renaît aujourd’hui dans le petit volume intitulé Un viaggiatore francese in Calabria, (texte français avec traduction en italien), réunissant les deux premiers chapitres du tome IV des Petites villes d’Italie intitulés « Avec les chèvres » et « Les noces de Cana », deux courts textes consacrés à son voyage en Calabre que la professeure Anne-Christine Faitrop-Porta, dans son introduction d’une rare érudition commente ainsi : « De Cosenza, de ses légendes, de ses aventures sanglantes et de ses miasmes, illuminés par la splendeur des costumes de ses femmes, qui du monastère semble annoncer la lumière spirituelle, à Paola, Maurel en un voyage périlleux, à travers des paysages grandioses, suit un parcours initiatique ».
L’attrait de l’éditrice pour ce voyage apparaît comme une suite à ses travaux consacrés à l’écrivain calabrais Corrado Alvaro ‒ elle en est la spécialiste reconnue ‒ dont elle a publié, entre autres, les récits de voyages. Un voyageur français en Calabre bénéficie du savoir-faire des éditions Lyriks qui, de la maquette de couverture à la reproduction en fac-similés de lettres et d’images (en noir et blanc et en couleurs), du format au papier, offrent au lecteur un volume recherché, qui attirera, sans doute, un nouveau lectorat à André Maurel, ce « cœur italien »…
Maurice Gasnier, Maître de conférences H.D.R. honoraire, Université de Bretagne Occidentale, Secrétaire général de la Société des Études renaniennes.Chi oggi conosce André Maurel? Autore di un’opera cospicua, in gran parte dedicata all’Italia, era in contatto con Mallarmé, D’Annunzio, Barrès e Proust, attento lettore dei suoi libri e articoli, e coltivava la memoria degli amati Paul-Louis Courier e Ernest Renan. Scomparso dalla scena letteraria, Maurel risorge ora grazie al volumetto Un viaggiatore francese in Calabria (testo francese con traduzione in italiano) che riunisce i primi due capitoli del volume IV delle Petites Villes d’Italie, intitolati “In compagnia delle capre” e ”Le nozze di Cana”, due testi brevi dedicati al viaggio in Calabria che la professoressa Anne-Christine Faitrop-Porta, nell’introduzione di rara erudizione, così commenta: “È un percorso iniziatico quello che da Cosenza, con le leggende, le avventure cruente e i miasmi, illuminati tuttavia dagli splendenti costumi femminili che sembrano annunciare la luce spirituale del monastero, porta Maurel in un viaggio irto di difficoltà, attraverso paesaggi grandiosi, fino alla rivelazione di Paola”.
L’attrazione della curatrice per un tale viaggio appare quale prosecuzione degli studi sullo scrittore calabrese Corrado Alvaro — ne è specialista riconosciuta — del quale ha pubblicato, fra altri scritti, proprio i racconti sui viaggi. Un viaggiatore francese in Calabria beneficia dell’esperienza e del gusto delle edizioni Lyriks che, dal bozzetto di copertina alla riproduzione in facsimile delle lettere e delle immagini (sia in bianco e nero che a colori), dal formato alla carta scelta, regalano al lettore un volume finemente ricercato. Attrarrà meritatamente un nuovo pubblico ad André Maurel che vantava di avere ormai un “cuore italiano”.
Maurice Gasnier, Maître de conférences H.D.R. honoraire, Université de Bretagne Occidentale, Secrétaire général de la Société des Études renaniennes.
MIRELLA MUIÀ
Empèdocle
poema narrativo
con i contributi di: Domenico Minuto e Jean-Charles Vegliante
Prima edizione italiana
Empedocle è il racconto di una passione che si esprime qui nella narrazione poetica, la sola capace di custodire
e di indicare ciò che fa il senso di un atto e ciò che dà ai segni il loro senso definitivo.
Il sandalo lasciato sull’orlo del cratere paradossalmente completa e conferma la confusione del filosofico e del poetico, ma è soprattutto il simbolo della sincerità delusa e riaffermata di fronte alla brutalità del mondo; segno, insieme, di un abbandono e di un impegno supremo verso gli uomini.Parigi, 1986
]]>Ho appena finito di leggere il “piccolo-grande” poema di Madre Mirella. Piccolo perché composto da 16 strofe, grande perché ogni singolo verso, anzi ogni singola parola ha una tale pregnanza da evocare immagini e significati che colpiscono il cuore e suscitano contrastanti emozioni. Gioia per il puro godimento della bellezza dei versi, sgomento per l’inquietudine delle immagini che suggeriscono l’idea della morte: la nera profondità, il nulla. La mente si perde, poi, nel cercare di penetrare il senso del poema. Chi è la voce narrante? È Empedocle, è suor Mirella, sono io, è l’uomo che ripercorre la sua storia? O è, forse, il Cristo?Il silenzio della notte, nel frutteto, come annuncio di morte, è, forse, la visione di Gesù che prega e soffre nell’orto degli ulivi? E i lembi di volti che appaiono fra le foglie, il lampo sospetto (il bagliore delle armi?), l’apparizione dei soldati, (perché la loro presenza?) non sono la rievocazione del tradimento di Giuda? Il clamore delle armi rompe il silenzio. E, ancora, le macchine luccicanti, l’occhio cieco degli obiettivi, il clamore che penetra il sonno, le voci della discordia, l’angoscia dell’incertezza sono, forse, una visione dell’immane tragedia che credevamo lontana? Abbiamo respinto l’armonia del creato. “Il potere non ha l’anima musicale… Essi distruggono la mia casa, pietra su pietra e so che del giardino non sopravvive nessun albero”. Squallore, desolazione “il paese interiore disseccato, deserto”. E poi, ecco il fuoco sotterraneo, lo spirito della terra si innalza, purifica, lascia un segno -un sandalo- e la storia si compie. Omne consummatum est! Quello che sembra una sconfitta è un grido di vittoria! Ora. è tempo di resurrezione! Qualcuno ancora camminerà con quel sandalo e saprà dove andare; non è difficile a chi ama interpretare i segni.
Isabella Nasso
VITTORINO CURCI
Un giorno, due oppure vent’anni
con i contributi di: Milo De Angelis e Giacomo Leronni
collana Poiesis / Essenza del Poeta
Sono come gemme preziose le poesie di Vittorino Curci raccolte sotto l’enigmatico titolo “Un giorno, due oppure vent’anni”, una esemplificazione mirabile della sua opera poetica che le edizioni LYRIKS presentano nel sesto libro della collana Poiesis/Essenza del poeta.
La silloge contiene 10 poesie, di cui 6 inedite, ed è accompagnata dai contributi critici di Milo De Angelis e di Giacomo Leronni, entrambi poeti e critici letterari.
Il volume si apre evocando un “accordo” di “destini” che sembrano risuonare insieme nel ritmo segreto del verso: “…e io ti porgerò una cipolla d’oricalco/e dirò suonala per noi e per tutti quelli/che si sono perduti anzitempo/ miti e trasparenti creature che falciavano l’aria d’un giorno come questo.” Non a caso la prima poesia della raccolta di Curci si intitola “AL DUNQUE”, locuzione che compare due volte anche nella significativa citazione in esergo, tratta da una poesia di Amelia Rosselli, poetessa e musicista tra le più complesse del Novecento italiano.
“Il fascino di questa poesia – scrive Milo De Angelis – è un soffio polifonico che raccoglie in sé diverse tonalità – dall’elegia alla riflessione sapiente, dall’invettiva alla supplica – per ricrearsi continuamente dalle sue ceneri, che sono le ceneri personali ma anche quelle della Storia…”.
Giacomo Leronni nel suo profondo e intenso saggio critico celebra l’originalità del linguaggio poetico: “Come tutti i veri poeti (e come tutti i grandi artisti) Curci vuole e sa essere inesorabile. Dice a chiare lettere ciò che siamo abituati ad occultare con grande abilità, ciò che siamo portati a dissimulare sotto tonnellate di infingimenti…”. Continua sottolineando come: “…di un poeta contano soprattutto due cose. Che ci offra una visione linguistica del mondo, della realtà, a noi (del tutto) sconosciuta. E che questa visione inglobi una parola che si avverta come definitiva (anche se non necessariamente vincolante) su se stesso. Noi lettori diventiamo, dunque, gli ascoltatori o, meglio, gli adepti temporanei di qualcuno che, dopo infinite prove, dopo essere passato personalmente più volte nel crogiuolo esistenziale, ci parla in modo accorato e partecipe nell’unica lingua che gli è dato di conoscere e attraverso la quale si conosce: la sua”.
Senso e non senso, significanza e insignificanza, fine e rinascita si alternano, incomprensibili, in un gioco che si fa mortale e, tuttavia, il miracolo ogni volta si compie.
Anche questo libretto, come gli altri piccoli gioielli di LYRIKS, presenta la pregevole veste grafica cui la piccola casa editrice calabrese ha abituato i suoi lettori. Ogni volume è impreziosito con le immagini di opere pittoriche e bozzetti di artisti scelti per illustrare i testi: in questo caso particolari di opere dello stesso Curci, che l’autore ha realizzato con tecnica mista su carta. Curci è infatti un artista a tutto tondo: poeta, pittore e musicista con all’attivo circa 60 album e la direzione dell’Europa Jazz Festival di Noci (1989-2000), oltre alla collaborazione con numerosi musicisti italiani e stranieri. Vincitore del Premio Montale nel ‘99 per la sezione “Inediti”, è stato tradotto in inglese, francese, tedesco, spagnolo, greco, rumeno e arabo. Sue poesie sono apparse sulla rivista Nuovi Argomenti. Scrive nelle pagine culturali del quotidiano La Repubblica-Bari, per il quale dal 2019 al 2023 ha curato la Bottega della poesia. Nel 2022 è nella terzina dei finalisti del Premio letterario Viareggio-Rèpaci.
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ANDREA F. CALABRESE E FRANCESCO IDOTTA
NELLA TERRA DI NESSUNO
Carteggio dall’ignoto sulle sinfonie di Gustav Mahler
Prefazione di Sara Zurletti
edizioni LYRIKS
collana ITER
Il testo è uno scambio epistolare tra due amici, i quali, partendo dall’ascolto delle dieci Sinfonie di uno dei più discussi compositori del Novecento, si confrontano sulla crisi che ha colpito l’uomo occidentale nel secolo scorso; una crisi che si trascina nel nuovo millennio, con inquietanti scenari. Qual è il ruolo della musica? Si chiedono gli autori. Le stesse note di Mahler suggeriscono un ritorno alla Natura, affinché l’uomo recuperi la capacità di ascoltare, nel silenzio, la voce del Pianeta Terra, sempre più sofferente e in pericolo.
Un libro a metà strada tra saggio divulgativo e romanzo epistolare, un viaggio di condivisione e amicizia nella speranza di riaccendere la fiamma della ricerca e riaffidare all’intellettuale il ruolo che ha perso: quello di bussola per gli uomini disorientati dalla tecnica e dal rumore.
Un’analisi musicale e filosofica di grande valore, come sostiene la studiosa di chiara fama Sara Zurletti che impreziosisce il libro con la sua prefazione.
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MIRELLA MUIÀ
Chi potrà sradicarmi?
con le incisioni di Edwige Brégent
e i contributi di Elian e Jean Claude Bézies e Frédéric Vermorel
edizioni LYRIKS, 2023
collana Poiesis / Essenza del Poeta
È una riflessione poetica il monologo Chi potrà sradicarmi?, scritto nel 1984 a Parigi e riapparso in un giorno di primavera dalle mani di madre Mirella nel suo Eremo dell’Unità di Gerace (RC). Si presenta in forma di taccuino non rilegato con copertina rigida e fermagli di nastro, e restituisce il manoscritto in francese con le incisioni di Edwige Brégent su due strisce di carta rosaspina ripiegate a fisarmonica.
Pubblicato in versione bilingue per le edizioni LYRIKS nel formato quadrato della collana POIESIS/Essenza del poeta, questo libretto accoglie la trascrizione del testo originale con qualche variante e, per la prima volta, la traduzione in italiano a opera della stessa autrice.
Il libretto è corredato dai contributi La Sibilla di Monserrato di Elian e Jean Claude Bézies e Come cantare i canti del Signore in terra straniera di Frédéric Vermorel.